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Codici 2D per le GDO: cosa sono e come automatizzarli

Siamo nel pieno della seconda rivoluzione dei codici a barre. La prima risale a cinquant’anni fa, quando fu scansionato il primo codice a barre in un supermercato. Questa nuova fase rappresenta, secondo Renaud de Barbuat, presidente e CEO di GS1, «il futuro del retail». È proprio da un’iniziativa di GS1, l’organizzazione che promuove standard globali per garantire trasparenza e affidabilità nelle filiere di tutti i settori, che nasce la collaborazione tra oltre venti aziende leader mondiali del largo consumo per l’introduzione di una nuova generazione di codici a barre per alimenti: i QR code standard GS1.

L’obiettivo? Facilitare una transizione, entro dicembre 2027, verso i codici a barre bidimensionali che affiancheranno e, in parte, sostituiranno i tradizionali codici lineari, rivoluzionando l’esperienza dei consumatori.

Cosa sono i codici 2D e come possono trasformare il settore alimentare?

A differenza dei codici lineari, i codici 2D, come i QR code, codificano le informazioni in due direzioni, orizzontale e verticale. Questa disposizione a scacchiera di punti bianchi e neri permette di raccogliere più dati in uno spazio ridotto, superando i limiti del packaging, una sfida particolarmente importante per i prodotti alimentari.

Come vengono letti i codice a barre 2D?

I codici 2D possono essere letti con scanner a immagine, ormai integrati nella maggior parte degli smartphone e in molti dei lettori già in uso nella grande distribuzione. Con una semplice scansione, i consumatori possono ottenere dati essenziali e sempre aggiornati sui prodotti che intendono acquistare, come GTIN (Global Trade Item Number), data di scadenza, numero di lotto, valori nutrizionali, certificazioni di sostenibilità e istruzioni per il riciclo.

Perché i codici 2D sono il futuro della GDO?

L’introduzione dei codici 2D apre nuovi scenari per la GDO e, come è normale che avvenga per qualsiasi innovazione, suscita diverse domande. Come cambierà il sistema di scansione dei codici? Che impatto avranno sui supermercati e sugli operatori del settore? E soprattutto, quali vantaggi porterà questa trasformazione?

Secondo il direttore di GS1, per completare questa transizione entro il 2027, i punti vendita dovranno dotarsi di scanner compatibili sia con i codici lineari tradizionali che con i nuovi codici 2D, riducendo al minimo l’impatto sui processi aziendali. Divario informativo? Tutt’altro. L’obiettivo primario è aumentare l’accessibilità: il consumatore potrà accedere a un livello di informazioni mai visto prima, trasformando l’interazione con il prodotto in una vera e propria esperienza informativa.

Silvia Bagliani, VP & Managing Director Italy di Mondelēz International e vicepresidente di GS1 Italy, descrive questa iniziativa come parte di una strategia più ampia volta a promuovere una «cultura dei dati». Il progetto non solo migliorerà il rapporto tra aziende e consumatori, ma contribuirà anche a rafforzare la reputazione della filiera alimentare, rispondendo alla crescente domanda di trasparenza e tracciabilità, in particolare in questo settore dove la salute e la sostenibilità sono priorità crescenti per i consumatori.

Quali sono i vantaggi dei codici 2D per la GDO?

  • Tracciabilità e sicurezza alimentare: l’aumento delle informazioni disponibili consente una maggiore tracciabilità lungo la filiera. Ad esempio, in caso di un lotto di latticini sospetto, un supermercato può ritirarlo rapidamente risalendo ai prodotti coinvolti tramite il QR code
  • Efficienza operativa: adottare uno standard riconosciuto a livello internazionale aiuta a ridurre gli errori e velocizzare i processi di etichettatura, consentendo un aggiornamento costante delle informazioni alimentari
  • Consapevolezza ambientale: i codici 2D dei prodotti alimentari possono includere consigli per il corretto smaltimento dei materiali di confezionamento, contribuendo così alla riduzione dei rifiuti e aiutando i consumatori a fare scelte più sostenibili
  • Esperienza personalizzata: collegando i codici 2D a link esterni, i brand possono offrire contenuti extra come video tutorial, idee per ricette e consigli d’uso, arricchendo l’esperienza del consumatore

Come generare codici 2D in autonomia con Cooki?

Per le aziende della GDO e del settore alimentare, adeguarsi a questa innovazione richiede una gestione avanzata delle informazioni sui prodotti.

Grazie a Cooki, gestire e comunicare le informazioni alimentari è semplice e veloce. Attraverso un generatore automatico di QR code integrato nel sistema, Cooki consente di collegare al prodotto diversi elementi tra cui libro ingredienti digitale, schede prodotto, menu digitali o un link diretto al sito web aziendale.

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